
Titolo: L’Olocausto perenne
Autore: Paolo Ricci
Casa editrice: Primaedizione
23 giugno 2023
Pagine: 387
Formato (cm): 15.24 x 2.46 x 22.86
ISBN 979-81-88037-56-7
Acquista il libro
Presentazione
Aiace nel sangue delle pecore, credendo di colpire nemici invisibili; Moby Dick che sfugge agli arpioni, grande e maestosa, incarnazione della vita che non si lascia soggiogare; il cielo che si fa plumbeo sopra il mondo, e le ombre degli dèi, dei demoni e delle Furie che avanzano silenziose, intrecciando i destini. Urla e silenzi, dolore e bellezza, resistenza e violenza, caos e scintille di luce: tutto convive in un universo fragile e insieme invincibile.
Questo libro conduce il lettore attraverso un viaggio vertiginoso, tra mito, storia, filosofia e mistica. Ogni pagina è un’incursione nell’orrore e nella meraviglia della vita: dal massacro di Aiace nel sacro recinto, alla folle ossessione di Achab contro la balena bianca; dai massacri storici e dalle estinzioni provocate dall’uomo, alla compassione dei mistici e dei saggi che vedono nella vita il suo valore intrinseco. È un cammino tra le urla degli animali e le riflessioni dei pensatori, tra la crudeltà della storia e la resistenza della vita, tra il dolore e la coscienza, tra il sacro e il profano. Il libro è anche una meditazione sul ruolo dell’umano nel mondo: sull’arroganza di chi crede di dominare ogni forma di vita, sull’antropocentrismo che giustifica massacri, distruzioni e specismo; e sulla possibilità di risvegliare una coscienza capace di responsabilità etica e di compassione.
Attraverso pagine dense di riflessioni filosofiche – da Schopenhauer a Luria, da Hicks a Krishnamurti – e racconti storici, dal dramma degli imperatori romani alla saggezza dei Tibetani, l’autore mette in luce la violenza antropocentrica che domina il mondo e la sofferenza inflitta agli esseri viventi. Qui il mito si fa specchio dell’etica, la storia diventa allegoria, la filosofia si fa compassione, e la mistica apre spazi di contemplazione sul dolore, la responsabilità e la liberazione dell’ego. Mito e storia non sono lontani o distanti: diventano specchi che riflettono le nostre paure, le nostre ossessioni, la nostra violenza e la nostra capacità di scelta.
Mescolando episodi personali, racconti familiari, visioni poetiche e analisi filosofiche, l’opera invita a guardare il mondo con occhi nuovi: attenti, critici, compassionevoli. Non è solo lettura, è immersione: un’esperienza in cui il lettore si trova sospeso tra orrore e bellezza, tra follia e resistenza, tra la fragilità e la forza della vita. Alla fine, il viaggio lascia una domanda sospesa: come possiamo vivere in un mondo in cui la violenza e la sofferenza sono parte del tessuto stesso della vita, e cosa significa davvero rispettare ogni forma di esistenza, umana e non-umana? Questo libro non offre risposte semplici, ma apre la porta a una visione profonda, intensa e radicale del mondo e del nostro posto in esso. L’“Olocausto Perenne” non è un evento concluso. È una struttura. È un’idea del mondo.
È la volontà di potenza che si abbatte sull’inerme e chiama ordine ciò che è dominio.
Questo libro non offre consolazioni. Non cerca paradisi. Non promette redenzioni facili.
È un atto di accusa contro il silenzio di Dio e contro quello, ancora più assordante, degli uomini. E forse, tra le pagine, si avverte qualcosa di più inquietante della violenza stessa: la possibilità che il sacrificio non sia un errore della storia, ma il suo fondamento.
Paolo Ricci
Vive in Inghilterra, nel Devon; ha scritto quattro libri oltre l’attuale: L’Assassino Cherubico, Il Frammento in Sé, Phobos, La Guerra contro gli Dei e la Baleniera. L’Olocausto Perenne. Ha scritto anche diverse raccolte di poesie tra cui Dal Libro Occidentale dei Morti e numerose lettere in difesa del non umano che possono essere lette nei siti www.lasaggezzadichirone.org. e www.bailador.org.